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Flavia

PENSIERI PER FLAVIA

Questa sezione è dedicata a tutti coloro che abbiano voglia di esprimere un pensiero su Flavia, sia che l’abbiano conosciuta o meno.

Ogni pensiero, parola e ricordo su nostra figlia è motivo di profonda emozione per noi: è dimostrazione che la nostra Flavia ha segnato il cuore non solo dei suoi genitori, ma di molte persone che hanno avuto la fortuna di conoscere la forza di una “grande bambina”



PREGHIERA A FLAVIA

La gente dice che il tempo allevia tutti i dolori, ma oggi posso dire con certezza che non è così: il tempo può aiutare a vivere con il dolore, magari ad accettarlo ma certe ferite non si potranno mai rimarginare.

E’ passato un anno da quando tu, angelo mio, te ne sei andata dalla nostra vita ed oggi tutti noi riviviamo lo stesso dolore di allora.

E’ stato un anno doloroso: il primo Natale senza te, la Pasqua, il tuo compleanno, ogni occasione ha rappresentato per noi una ulteriore dolorosa conferma della tua assenza.

Prima che te ne andassi venivamo spesso in questa Chiesa, io te e papà. Tu accendevi sempre la tua candelina alla “Madonnina”, come dicevi tu, ed io e papà nel nostro cuore imploravamo questo Dio. Ma le nostre preghiere non sono servite: tu te ne sei andata, tra le sofferenze più atroci, e con te parte di noi. Oggi sono voluta ritornare in questa Chiesa, dopo un anno, spinta da una forza misteriosa, a ricordare te, mio angelo, nell’intimità di chi ti ha tanto amato e proprio in questa occasione rivolgo a te delle preghiere, di fronte a quel Dio del quale ho tanto dubitato, ma che nonostante tutto in fondo al cuore sento che mi possa ancora ascoltare.

Prego te angelo mio, affinché nella nostra casa possa tornare un po’ di pace, affinché possiamo combattere, non tanto vincere, quel dolore lancinante che ci attanaglia il cuore.

Aiutaci a comminare insieme, nella stessa direzione, mano nella mano, affinché possa aprirsi uno spiraglio di luce nel nostro cuore.

Aiutaci a non rendere il nostro cuore troppo arido di amore, convinti che nessuno possa capire che dolore sia quello della morte di un figlio se non quelli che lo hanno vissuto.

Aiutaci a trovare fiducia in noi stessi e nel futuro nella famiglia e negli amici.

Aiuta tutte le persone che ci sono vicine a capire e comprendere certe nostre insensate azioni, affinché anche nel silenzio possano rappresentare un aiuto per noi.

Ma soprattutto aiutaci a far vivere al meglio Chiara, a farla vivere nell’amore, lo stesso amore in cui hai vissuto tu. Aiutaci a non farle subire il nostro dolore ma a farla crescere nella consapevolezza di avere avuto, anche se per poco, una sorella che l’amava tanto, che le ha dato il nome, che ha cullato e baciato finchè ha potuto e che l’ha salutata per l’ultima volta, dal letto di ospedale, dicendole che lei era “la sua anima”.

Oggi ripenso a quelle parole ed allora penso che forse questo Dio un disegno lo aveva perché in Chiara rivediamo tante cose che ti appartenevano: la curiosità, l’intelligenza, la grinta l’amore per la compagnia, per le cugine, la voglia di vivere….

Queste sono le preghiere che mamma oggi ti rivolge, convinta che sempre e per sempre tu sarai la nostra bambina, la nostra grande bambina e noi “mamma e papà”.

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Cara Flavietta,

sono nonno Pizzu. Sono qui per sistemare il tuo luogo di pace e di riposo. 
Guardo i tuoi ninnoli, i tuoi orsetti, il cagnolino, le tue foto, i tuoi delfini. Sì, i tuoi delfini e la tua  chitarra. 
Ora, Flavietta, ti voglio raccontare una bella cosa. Come sai a nonno piace andare in barca a pescare. Giorni indietro, mentre navigavo verso il largo, mi sono reso conto che non ero io a volere quella rotta, non ero io a manovrare quel timone.  La barca navigava accompagnata da una luce stupenda, da un suono armonioso e delicato di chitarra, con i passaggi di un accordo in sol minore. Le sue corde toccate da due piccole manine creavano una melodia che si perdeva nella brezza mattutina, in quel mare fantastico. I colori  del cielo si rispecchiavano nel mare, mentre un nonno cercava di pescare pensando ad altro.
Con l’occhio del pescatore scrutavo il mare che mi circondava; non lontano da me ho visto l’acqua diventare bianca e creare dei vortici.  Mi sono avvicinato ed ho visto una cosa meravigliosa: Un branco di delfini aveva circondato la mia imbarcazione. Mi sono fermato per vederli bene, erano dei grandi delfini, alcuni con i loro piccolini, nuotavano uno vicino all’altro, uscivano dall’acqua inarcati, per ricadere con leggerezza come le farfalle quando si posano sui fiori. Mi nuotavano intorno, in quella brezza mattutina, lasciando dietro di loro una scia di tanti colori. Ballavano sull’acqua, come volessero trasmettermi la loro contentezza. All’improvviso si sono riuniti per seguitare il loro cammino, accompagnati da quegli accordi e quei passaggi di una meravigliosa melodia, suonata da una chitarra e due manine piccole piccole. Sono andati via contenti, verso la loro meta, lasciando in mezzo al mare una barca e un nonno con i suoi pensieri e i suoi ricordi. E la rabbia perché non gli è stato permesso di mantenere la promessa, fatta alla sua cara nipotina, di portarla a vedere i delfini con la barca.
Ciao, mia dolce Flavietta,

NONNO PIZZU



Il nostro fiore.

Amore mio adorato,

sei nata in maggio, quando i fiori sono nello splendore della fioritura.

Come un fiore, hai dato il massimo della bellezza e della perfezione, poi sei volata via.

Una folata di vento ti ha portata con sé, e il freddo di quel vento è restato nei nostri cuori.

Come un fiore raro, che cresce in lande lontane e deserte, non a tutti è concesso di vederlo.

Noi abbiamo avuto la fortuna di vedere e godere della bellezza di quel fiore, amore mio, e non lo scorderemo mai….

NONNA LINA  08-05-09



 

L’acqua, la stella, il nonno.

 E’ nata, è nata, è nata Flavia. E’ nata una stella.

E’ venuta tra noi per illuminarci con la sua luce splendente. Piena di fascino e di colori; è venuta per guidarci con i suoi raggi nella giusta via; è venuta con la sua forza, come una piccola sorgente che zampilla dalla roccia. Pura, trasparente, gioiosa.

Dove passa la sua acqua porta nuova vita, infonde forza a tutto ciò che la circonda….. Gli arbusti germogliano, gli alberi crescono maestosi; nei campi sbocciano fiori di mille colori che, mossi dal vento, intrecciandosi l’uno con l’altro, lasciano un leggero sibilo, una melodia di flauti e violini, una musica soave, al cui suono tante farfalle variopinte ballano, danzano, volano con delicatezza…..

Leggere vanno a specchiarsi in quell’acqua limpida e pura,

vi intravedono le loro ali , lasciano un fruscio armonioso,

intonato con il suono di flauti e violini: un meraviglioso inno alla vita.

Tutto questo era Flavia nella sua prima vita.

 All’ età di ventotto mesi, dopo la diagnosi di una malattia

terribile, per Flavia è iniziata la sua seconda vita: la

vita in ospedale.

Undici mesi trascorsi tra chemioterapia, interventi, autotrapianto, radioterapia, centinaia di controlli.

In questi undici  mesi è esplosa la sua grande forza per

la vita, la sua energia, che ha riempito tutti noi di una

speranza sempre accesa, guidata dalla sua luce, quella luce

di stella che l’accompagnava fin dalla nascita, da sempre.

Giocava con gli altri bambini malati facendoli anche ridere, divideva con loro le sue cose, cercava di dar loro coraggio dicendo: “Guarda che non è niente!”.

Sicuramente la cosa più bella per lei era quando passava le sue giornate di ricovero con il suo amico, l’amico del cuore: Simone.

Nelle giornate di controllo, quando stavano bene, nell’attesa dell’esito delle analisi, il nonno li portava nel

piazzale dei giochi dell’ospedale, e lì i due bambini

esprimevano la loro grande amicizia e la loro vera gioia.

Il gioco preferito era una macchinina con la quale facevano una discesa ciascuno, sullo scivolo per disabili.

Un altro gioco che li faceva molto divertire era “a

nascondino”: il nonno contava fino a dieci, lentamente, poi

faceva finta di non trovarli e loro si sbellicavano dalle risate.

Una sera d’estate limpida e serena, quel nonno stava guardando il cielo, la nipotina gli si avvicinò e gli chiese:

“Nonno cosa sono quelle luci in cielo?”

“Piccola mia, sono stelle”

“Cosa sono le stelle?”

“Sono tanti bambini contenti e felici; vedi come brillano?”

“Perché stanno lassù?”

“Hanno scelto di andare lassù perché stanno bene, vedi?

Giocano,volano, si rincorrono, brillano di felicità, e poi

piccola mia, lì non ci sono ospedali perché non si ammaleranno più.”

Indicando, poi, una stella con il suo ditino esile, ma fermo e

deciso, la nipotina chiese al nonno: “Nonno perché quella

stella è diversa dalle altre?”

Il nonno guardò la stella e vide che era veramente diversa:

aveva una luce intensa, ma non brillava, una luce triste,

di tanti colori, ma quasi spenti.

“Piccola mia nonno non lo sa. Forse è un bambino arrivato

da poco, forse è solo, forse sta aspettando la sua compagnia.”

La bambina rispose con un semplice”Ah!” Era il suo modo

per dire che aveva capito.

Dopo undici mesi i medici la dichiararono guarita.

Nonostante i frequenti ricoveri di controllo, per lei inizia

la vita che dovrebbe spettare ad ogni bambino: i giochi

con le cuginette, l’asilo, qualche volta in barca col nonno a  fare il bagno….. insomma la vita!

I genitori, felicissimi, le rivolgono tutto l’amore che un genitore può riversare sulla propria figlia e lo esprimono in mille modi: parchi di divertimento, gite in montagna, mare, palestra. Dopo cinque mesi, però, il male si riaffaccia per riprendere la lotta contro la bambina e contro tutti coloro

che la sostengono. Dopo altri dieci mesi di cure il male è

sempre lì, determinato a vincere sui medici, su tutti i familiari e, soprattutto, sulla piccola Flavia…..

 

Alla fine quel maledetto male ha vinto. Ha vinto la sua

battaglia, ma ha perso su cose nelle quali non vincerà mai;

ci ha strappato dalle braccia la nostra bambina, ma non potrà mai portarci via tutto ciò che Flavia, con la sua breve vita, è riuscita a donarci e farci capire: l’insegnamento di vita, lo splendore della luce, la forza di sorgente, la bellezza di una famiglia forte e unita.

 

Il nonno, una sera, scrutava il cielo alla ricerca della sua stella perduta; per caso il suo sguardo si posò su quella stella prima malinconica e triste, che la bambina gli aveva a suo tempo indicato. Si accorse che non brillava più di una luce triste ma di una luce splendente e gioiosa; i suoi colori non erano più spenti ma lucenti, pieni di vivacità;

ballava,giocava a nascondino con le altre stelle, saltava con la forza dirompente di una sorgente, volava con la leggerezza delle farfalle di quel lontano campo di fiori.

Incantato da quella stella meravigliosa, il nonno vide che non era sola ma aveva trovato la sua amica d’ospedale, la sua amica di giochi, la sua amica preferita: Flavia.

Ancora una volta la sua piccola aveva portato luce, forza, gioia: aveva trovato il suo grande amico Simone.

Questo nonno non chiede altro se non, alla fine dei suoi giorni, di passare loro vicino, non tanto da disturbarli, ma quanto basti a far loro un saluto con la mano e ricevere un sorriso che solo loro, con quegli occhi, quella bocca, quel visino, sapevano fare.

 

Un nonno ignorante, pieno di Amore e di Dolore, ha voluto

scrivere queste poche righe per la sua Piccola Grande

Flavia.


                                  Un nonno

 09-08-2008



Qualcuno, commentando questa tragedia, mi ha detto che una bambina a cinque anni è come se non fosse ancora nata.

Troppo piccola. Troppo piccola per ammalarsi, troppo piccola per soffrire, per andarsene, per morire.

Eppure in questo poco tempo ci hai mostrato un amore e un coraggio straordinari.

 

Chi ti conosce, chi ha seguito questa storia da vicino, sa quanto amore è servito per farti vivere nel migliore dei modi questi ultimi tre anni. L’amore di Silvia e Igor, dei parenti, dei medici, delle infermiere, dei volontari e di tutti gli angeli che ti hanno accompagnato in questo percorso.

Chi ti conosce sa con quanto coraggio hai affrontato le cure, con quanta voglia di vivere hai riempito tutti gli spazi che la malattia ti lasciava.

 

E allora, di fronte alla tua forza, eravamo noi adulti quelli troppo piccoli. Troppo piccoli con i nostri limiti, le nostre paure, le inutili certezze che non sono servite a salvarti.

 

Tu cui hai dato un grande esempio, ci hai regalato un po’ di quella forza e di quel coraggio e ce li hai messi nel cuore. Ora tocca a noi metterli a frutto, custodirli gelosamente e usarli per guardare avanti tutti insieme.

 

Zio Stefano, 9 agosto 2008



TI RITROVO

Ti ritrovo nello scintillio argentato

del mare d’estate,

nei cavalloni impetuosi

del mare d’inverno;

 

nella brezza marina

che lieve accarezza,

nel fragore del vento

che tutto scompiglia;

 

nel gabbiano maestoso

che vola alto e lento negli spazi aperti,

nel martin pescatore

che viaggia veloce sul pelo dell’acqua;

 

nel mare quasi bianco dell’alba,

in quello rosso fuoco del tramonto.

 

                Ti ritrovo nella notte

                che tutto quieta e tutto rigenera,

                ti ritrovo nel sole

                che dà luce e calore a tutte le cose….

 

                Ti ritrovo quando penso

                Al senso della vita che tu,

                bambina e in un tempo breve,

                hai colto e vissuto

                con grande intuizione e con grande saggezza:

                la saggezza di un Grande.          


 Zia Stefania



Nome: MAMMA E-mail: s.massera@consorziosetra.eu
Home Page:  http://www.gliamicidiflaviaonlus.org  
Nazione: ITALIA  Data: 5 Oct 2012 16:26:13 GMT

Commento: Mio dolce angelo, sento la tua presenza ogni attimo della giornata. Sento di essere manovrata dalla tua forza, dal tuo coraggio.. Oggi abbiamo presentato a tutti il nostro programma, oggi tutti sapranno che sei tu che ci guidi.. Lo facciamo per te, per tutti i tuoi amici.."Il tuo sacrificio non sarà vano". Mamma



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